Provincia
In carcere per presunte sevizie alla nuora
Parla la suocera: Io violenta? Ma se mantenevo tutta la famiglia da sola
pubblicato il 20 settembre 2017 alle ore 23:07
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Il carcere di Mantova in via Poma

Ceresara «Una vicenda destinata a finire in una bolla di sapone». A parlare è l’avvocato Alessandro Abatianni, difensore della 62enne di Ceresara, e non di Piubega come erroneamente riportato ieri, finita in carcere per l’accusa di maltrattamenti e sequestro di persona nei confronti della nuora. L’altro ieri la donna è stata sentita dal gip Matteo Grimaldi nell’interrogatorio di garanzia. La 62enne è stata infatti tratta in arresto in esecuzione di un’ordinanza di custodia cautelare in carcere emessa dallo stesso gip ora chiamato a decidere se tenere la donna in carcere o metterla ai domiciliari. Per quest’ultima opzione serve trovare un domicilio diverso da quello in cui abita tuttora la sua presunta vittima insieme al marito, figlio della 62enne, a sua volta indagato a piede libero (nel suo caso il gip non ha accolto la richiesta d’arresto del Pm) per maltrattamenti nei confronti della sua stessa moglie. Una vicenda in bilico tra degrado e paradosso: dipende da chi la racconta. Per la Procura che nei giorni scorsi ha chiesto l’arresto di suocera e marito della vittima, quest’ultima era segregata in casa, vittima di percosse da parte della “suocera-mostro” che non perdeva occasione per bastonarla e coprirla d’insulti, costringendola a frugare tra le  spazzature per sfamarsi. Ma stando a quello che la 62enne ha raccontato al gip, le cose erano ben diverse. La suocera ha ammesso di avere litigato alcune volte con la nuora arrivando a schiaffeggiarla, ma ha negato bastonate, segregazioni e maltrattamenti. «Ho accolto mio figlio e la sua famiglia in casa mia - ha spiegato al gip la 62enne - perché sono in gravi difficoltà economiche». La donna ha detto che era lei a mantenere tutti quanti; con il figlio che lavora saltuariamente e la nuora che un lavoro non l’avrebbe nemmeno cercato. Stando ai racconti di alcuni vicini, la nuora sarebbe stata vista uscire dalla finestra per frugare tra i cassonetti dell’immondizia alla ricerca di cibo. La 62enne avrebbe spiegato che era la stessa nuora a chiederle di chiuderla in casa quando se ne andava, perché temeva che i suoi due figli fuggissero in strada. Quanto all’uscita dalla finestra, pare  che questa fosse più comoda che quella dalla porta. Negata anche la ricerca di cibo nei cassonetti (che non ci sono davanti alla casa): la 62enne ha spiegato  che i suoi consuoceri, con cui non andava d’accordo, portavano la spesa alla figlia lasciandogliela
sotto la finestra che lei scavalcava. La giovane, inoltre,  oltre ad avere negato maltrattamenti e sevizie da parte della suocera, ha detto di volere rimanere
insieme al marito, a sua volta indagato per maltrattamenti e figlio di tanta suocera, sicuramente una donna energica, una sorta di gendarme, ma che manteneva tutti quanti. Insomma sembra più amore che sindrome di Stoccolma; il resto lo deciderà il gip nelle prossime ore, mentre le indagini, comunque, vanno avanti.

Carlo Doda
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