Provincia
Proprietari contattati, risponde solamente un terzo
Amianto in case e aziende, via almeno 43 mila metri
pubblicato il 10 luglio 2018 alle ore 13:08
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Amianto in case e aziende, via almeno 43 mila metri

Castiglione  d/Stiviere Sono almeno 43mila i metri quadrati di amianto da rimuovere dalle coperture di aziende, abitazioni e altre strutture di varia natura che insistono sul territorio di Castiglione delle Stiviere. La notizia arriva dalla risposta che il vicesindaco  Andrea Dara ha fornito all’interpellanza presentata dalle due consigliere di minoranza (Pd)  Graziella Gennai e Cecilia Carattoni. Ma dal documento del Comune emerge anche come l’Ats, a cui l’ente locale aveva chiesto un aiuto, non avrebbe risposto all’appello. Non solo. Di tutti i soggetti contattati dal Comune, dallo scorso dicembre ad oggi finora solo un terzo avrebbe risposto. Tutta la vicenda era partita ancora a novembre 2016, quando l’amministrazione comunale dell’ex sindaco  Alessandro Novellini aveva dato avvio al progetto denominato “Amianto zero”: era stata incaricata una ditta specializzata che, facendo volare appositi droni nei cilei di Castiglione, aveva individuato le strutture nelle quali, almeno presumibilmente, è presente amianto. Era così risultato che l’amianto sarebbe (o sarebbe stato presente) in 427mila metri quadrati. Ma si tratta di una cifra approssimativa, dal momento che i droni, basandosi anche sul colore delle coperture, potrebbero essere stati tratti in inganno. Sta di fatto che tra marzo e settembre 2017 il Comune ha individuato tutti i proprietari degli immobili con presenza di amianto. Successivamente ha chiesto la collaborazione dell’Ats per affinare quanto più possibile i risultati. Ma, come specificato nella risposta di Dara a Gennai e Carattoni, dopo circa tre mesi di attesa, da Ats non è arrivata alcuna risposta e così il Comune ha contattato in modo autonomo tutti i soggetti individuati nel progetto “Amianto zero”.
Di questi però, come detto, solo circa un terzo ha risposto: dei 427mila metri quadrati segnalati, ne sono stati identificati con precisione solamente 146mila. Di questi, 56mila e 850 metri, come da documentazione fornita dai proprietari, non contengono amianto. Altri 15mila e 402 metri quadrati sono stati rimossi o incapsulati. Ci sono anche 30mila e 555 metri quadrati di coperture con indice di degrado inferiore a 25 per cui non è previsto intervento di bonifica ma rivalutazione dell’indice di degrado con frequenza biennale (in tutto sono sette aziende).
Infine ci sono le situazioni più serie. Le coperture con presenza di amianto con indice di degrado compreso tra 25 e 44 per cui è previsto intervento di bonifica entro tre anni assommano a 2mila e 868 metri quadrati (solamente un’azienda); le coperture per cui è stato presentato un progetto di smaltimento invece ammontano a 40mila e 648 metri quadrati (divisi su quattro aziende o enti tra i quali anche la Lamaplast, ovvero l’azienda che fa riferimento al sindaco  Enrico Volpi sulla quale era scoppiata una polemica proprio riguardo l’amianto).

Redazione provincia
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