Provincia
A sentenza il 10 settembre
Battaglia di perizie sul tentato omicidio di Quistello
pubblicato il 10 luglio 2018 alle ore 12:55
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Battaglia di perizie sul tentato omicidio di Quistello

Quistello  Una battaglia di perizie nel procedimento a carico di  Rita Vigoni, la 50enne accusata di tentato omicidio nei confronti della madre, l’80enne  Marta Agazzani. L’episodio sarebbe avvenuto nel novembre del 2016 nella casa dove vivevano le due donne, in via Semeghini a Santa Lucia di Quistello. Ora nell’abitazione vive solo la madre dell’imputata, dal momento che quest’ultima, è stata raggiunta ancora tempo fa dal provvedimento di allontanamento della madre (ora la Vigoni vive in un’altra abitazione). Ieri in aula sono stati ascoltati il perito dell’accusa e il perito della difesa: il primo il dottor  Vito Cirielli, medico legale veronese oggi in servizio all’istituto di medicina legale di Vicenza; la seconda la dottoressa  Barbara Del Balzo, medico legale all’istituto di medicina legale di Verona.
Secondo il perito della difesa infatti le ferite e le ecchimosi che sono state trovate su diverse parti del corpo dell’80enne non sarebbero compatibili con un tentativo di omicidio, quanto piuttosto con un’aggressione. Anche perché le ferite stesse sarebbero state piuttosto superficiali. Tra l’altro finora l’oggetto che potrebbe essere stato usato per colpire l’anziana non è stato trovato e la sostanza rossa trovata sulle ciabatte che erano state sequestrata è risultata non essere sangue né materiale organico. Di avviso opposto alla tesi del perito della difesa, quanto sostenuto dal perito dell’accusa, secondo cui invece ferite ed ecchimosi potrebbero essere compatibili con un tentativo di omicidio. C’è in ogni caso da considerare che la perizia eseguita dal medico incaricato dall’accusa, si è basata su alcune fotografie scattate all’anziana un paio di giorni dopo l’episodio. Da ricordare infine che, almeno secondo la tesi difensiva della donna, spesso lei e la madre avrebbero lasciato le chiavi nella toppa esterna della porta d’ingresso: dettaglio, questo, che potrebbe aver facilitato l’ingresso nell’abitazione da parte di qualche malitenzionato. E, dal canto suo, l’anziana, sentita tempo fa in ambiente protetto, avrebbe negato un’aggressione da parte della figlia, senza però specificare da parte di chi avrebbe potuto subire l’eventuale aggressione. La prossima udienza è stata fissata per il 10 settembre per la discussione e la sentenza, con la difesa, costituita dagli avvocati  Filippo e  Alessandra Moreschi, che puntano a far scagionare la donna. 

Redazione provincia
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