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Mercoledì sera il sovrintendente Barucca
Via agli appuntamenti della Loggia dell'arte
pubblicato il 13 giugno 2018 alle ore 11:20
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Via agli appuntamenti della Loggia dell'arte

Mantova La Loggia dell’arte è un’iniziativa promossa dalla Fondazione Centro Studi Leon Battista Alberti, realizzata in collaborazione e col Patrocinio del Comune di Mantova e della Provincia di Mantova. 
Appuntamento gratuito, la Loggia nasce per sensibilizzare il pubblico e invitarlo ad essere parte consapevole del patrimonio culturale e artistico italiano e internazionale. Quattro conferenze animeranno l’estate mantovana dal 13 giugno al 4 luglio, occupando i suggestivi spazi della Loggia delle Pescherie di Giulio Romano. Le lezioni saranno tenute da illustri professori, studiosi, e architetti che narreranno storie d’arte a chiunque voglia fermarsi ad ascoltare. Lo scopo dell’iniziativa è infatti quello di portare la storia dell’arte e dell’architettura fuori dai libri e dalle cattedre per parlare direttamente alla gente, per strada. 
Ogni mercoledì sera uno studioso proporrà agli ascoltatori un viaggio nella storia dell’arte intessuto di aneddoti e verità scientifiche e li trasporterà con parole e immagini tra la grandezza indiscussa di Piero della Francesca, la bellezza senza tempo di Sabbioneta, la poesia notturna delle tele di Savoldo e l’affascinante storia della scultura lignea medievale di Mantova e dintorni. 

Si inizia mercoledì 13 giugno alle ore 21 presso le Pescherie di Giulio Romano con il sovrintendente   per Archeologia, Belle Arti e Paesaggio delle Province di Cremona, Lodi e Mantova Gabriele Barucca che ci racconterà della la luce dei quadri di Piero della Francesca. 
Piero della Francesca (Sansepolcro, 1412-1492) è autore di alcuni dipinti essenziali del nostro primo Rinascimento, paradigmatici della teoria prospettica e del nuovo spazio su cui tanto dibatterono teorici architetti e pittori, riflesso del nuovo pensiero dell’Umanesimo. Le opere di Piero, “giunzione perfetta d’architettura e di pittura”, rivelano quanto potesse essere libera e aperta la cultura figurativa del grande “silenzioso” del nostro Rinascimento, che moriva cieco proprio l’anno della scoperta dell’America, dopo avere sperimentato la regolata identità spazio-luce.


 

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