Cronaca
Edifici fatiscenti
Case popolari, meglio venderle che ristrutturarle
pubblicato il 12 giugno 2018 alle ore 13:02
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Case popolari, meglio venderle che ristrutturarle

Mantova  Tante domande per l’edilizia residenziale pubblica, ma scarsa la capacità di assorbimento negli alloggi Aler ed Erp. Peraltro – e questo parrebbe il dato che più impensierisce gli uffici casa di via Roma, fra i molti immobili a disposizione dell’ente pubblico, molti sono stimati alle soglie dell’inabitabilità. Da qui il proposito “economico” di procedere alla alienazione, piuttosto che dare corso a un iter di ristrutturazione.


Attualmente, il numero di alloggi destinati ai servizi abitativi pubblici di proprietà del Comune, nel censimento  2016, assomma a 463 unità. Stanti le disposizioni regionali, il bivio che si prospetta per l’ente comporta limiti massimi del 5% per le alienazioni e del 10% per la valorizzazione, che tradotti in numeri equivalgono a 23 unità abitative vendibili e 46 unità valorizzabili. 

Sulle 658 domande in graduatoria riferite al bando 2016 (entrate pertanto nella graduatoria 2017), è stato possibile assegnare solo 89 alloggi, sia di proprietà comunale e sia Aler. Sono quindi 569 i cittadini che, pur in possesso dei requisiti, non hanno avuto accesso all’alloggio sociale. Le domande ammesse alla graduatoria riferite al primo bando 2017 (graduatoria 2018) sono invece 532 a fronte di 69 alloggi presumibilmente disponibili, messi a bando da Comune e Aler stessa anche per l’anno in corso. 
Un’altra quota di 87 unità distribuite in 21 fabbricati è situata in condomini misti nei quali  il Comune è proprietario minoritario, di cui 52 alloggi sono locati e 29 sfitti – ma che che nella maggior parte dei casi risultano inagibili, necessitando di interventi manutentivi consistenti. Da qui l’individuazione di 18 unità da destinare alla vendita (7 occupate, 11 libere), collocate nel nuovo piano delle alienazioni. Alloggi per lo più situati in centro, ma  in edifici  in pessimo stato conservativo, con costi  di gestione insostenibili per l’ente. Da qui la decisione.

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