Provincia
Problemi anche per la chiusura tra Castelbelforte e Roncolevà
Limite dei 30 km sulla Cisa, iniziano i disagi
pubblicato il 12 giugno 2018 alle ore 15:26
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La Sp 25 che da Roncolevà arriva a Castelbelforte

Hinterland  All’origine del provvedimento - tanto per cambiare - ci sono le pessime condizioni del manto stradale, ormai talmente frantumato che i pezzi d’asfalto finiscono puntualmente nei giardini delle case in fregio alla carreggiata. E così da sabato è in vigore il nuovo limite dei 30 chilometri orari nel tratto della strada provinciale Cisa che attraversa il centro abitato di Cerese. «Per il momento il nuovo limite è stato introdotto solo a Cerese, dove lo strato bituminoso è veramente precario, e non a Cappelletta come si era inizialmente ipotizzato, dove comunque il monitoraggio proseguirà - spiega il sindaco di Borgo Virgilio  Alessandro Beduschi  -. È chiaro che si tratta di una soluzione tampone in attesa che la Provincia proceda con il rifacimento degli otto chilometri di asfalti annunciati nel vertice dello scorso 1° giugno». Disagi sicuramente si annunciano per i pendolari che  percorrono  la provinciale 25 nel tratto Castelbelforte-Roncolevà, dove da lunedì 18 giugno scatterà la chiusura al traffico per l’inizio dei lavori di rifacimento  di quattro ponti, tutti in territorio veronese. Anche in questo caso è già stata predisposta la viabilità alternativa per i veicoli, che potranno imboccare la provinciale che da Erbè conduce a Castelbelforte, mentre il resto del traffico da Trevenzuolo dovrà percorrere la Sp 3 in direzione Nogarole Rocca dove sarà possibile procedere verso Mantova oppure dirigersi sulla provinciale fino a Mozzecane e da qui continuare sulla strada regionale 62 in direzione Mantova. «Per un mese i nostri concittadini saranno costretti a deviazioni per raggiungere il confine Veneto - lamenta il sindaco di Castelbelforte  Massimiano Gazzani  -. La pericolosità generale della Sp 25 era nota a livello istituzionale, tanto che anche in passato come Comune abbiamo ripetutamente chiesto l’intervento della Provincia, che però non si è mai concretizzato. Spiace ripetermi ma l’unica soluzione per evitare incidenti e il cedimento dei ponti  sui canali è il divieto definitivo di transito dei mezzi pesanti». (Matteo Vincenzi)

 

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