Provincia
"Andare con San Giorgio è sbagliato"
Fusione: a Bigarello il Comitato del no
pubblicato il 12 giugno 2018 alle ore 15:32
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Il gazebo in piazza a Bigarello

Bigarello   Un pesce grosso con i denti appuntiti (San Giorgio) che ne insegue uno piccolo e intimorito (Bigarello). Lo striscione apparso ieri mattina sulla provinciale 10 incarnava perfettamente il pensiero di quei cittadini che si sono ritrovati nella piazza centrale di Gazzo per aderire al Comitato “No Fusione per Incorporazione”.
Scopo del Comitato, che si definisce «apolitico e apartitico, è favorire l’informazione dei cittadini sul nuovo progetto di fusione tra i Comuni di Bigarello e San Giorgio messo in piedi dalle rispettive amministrazioni, contrastandone la realizzazione che significherebbe «la cancellazione del Comune più piccolo, ovvero Bigarello». «Questo progetto non è mai stato oggetto di anticipazione e discussione e non risulta essere stato inserito nel programma elettorale di entrambe le amministrazioni - fa presente il portavoce  Enrico Michelini  -. L’eventuale processo di fusione per incorporazione avrebbe dovuto essere prima materia di confronto con i cittadini e successivamente, previo accordo e assenso degli stessi, argomento di analisi e sviluppo in termini di prospettive finanziarie, organizzative e di servizi; ma così non è stato perché gli attuali amministratori hanno preferito relegare i cittadini a semplici spettatori passivi». Le motivazioni dei rappresentanti del “no” sono tante, a cominciare da una procedura avviata frettolosamente e non condivisa con la comunità. E anche la certezza nei finanziamenti viene considerata tutt’altro che granitica: una volta avviata la fusione, anche se venissero meno i contributi previsti, il processo sarebbe comunque irreversibile. «I nostri amministratori enfatizzano moltissimo l’aspetto di natura finanziaria e i vari contributi economici che questo processo potrebbe originare supportato da progetti a tavolino, magari ammaliati da altri Comuni con una storia completamente differente dalla nostra, ma non si parla mai dell’inevitabile decorso di decentralizzazione che sacrificherà necessariamente i servizi Bigarello», osserva Michelini. Tra i presenti anche i due consiglieri del gruppo di opposizione Noi di Bigarello  Massimo Pirrotta  e  Giorgio Bonfà : «Non si può distruggere a tavolino la storia e l’autonomia istituzionale di un Comune in cambio della promessa di soldi. Soldi che serviranno soprattutto per risanare i debiti o ridurre i mutui e che in caso di fusione finirebbero per essere gestiti interamente da San Giorgio». (Matteo Vincenzi)

 

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