Provincia
Indiano condannato a 4 mesi
Lui la sequestra ma lei lo perdona
pubblicato il 18 agosto 2017 alle ore 20:38
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Lui la sequestra ma lei lo perdona

Suzzara Una lite tra conviventi. Non era la prima e con ogni probabilità non sarà nemmeno l’ultima. Di certo la prossima volta saranno entrambi più prudenti, visto che lui è finito in manette con la pesante accusa di sequestro di persona oltre che di lesioni personali. È successo l’altro ieri sera a Suzzara. Protagonisti di questa scenata di gelosia degenerata un 27enne indiano e una sua quasi coetanea polacca. Tutto sarebbe iniziato quando la ragazza avrebbe detto al 27enne di averlo tradito. Inevitabile la lite con la ragazza che diceva che voleva andarsene minacciando di farla finita. L’indiano allora le avrebbe impedito di uscire e poi chiamato i carabinieri. L’uomo spiegava la situazione ai militari dicendo che non aveva intenzione di fare uscire la sua (ex?) donna perché temeva potesse compiere un gesto irreparabile e diceva ai carabinieri di venire loro a prenderla. Ciò che la stessa vittima di questo insolito sequestro ribadiva prendendo a sua volta la cornetta del telefono. I militari arrivavano poco dopo sul posto dove prendevano contatto con la giovane donna. Mentre questa spiegava cosa era successo, il 27enne andava a piedi a casa dei genitori di lei per spiegare cosa stava succedendo tra lui e la loro figlia. L’indiano era ancora dai “suoceri” (ex?) quando arrivavano i carabinieri che lo portavano in caserma per accertamenti e dove veniva poi ratto in arresto per sequestro di persona e lesioni personali. Ieri mattina il 27enne ha affrontato il processo per direttissima. Il Pm  Alberto Sergi ha terminato la propria requisitoria chiedendo per l’imputato una condanna a un anno e 6 mesi di reclusione e la misura cautelare dell’allontanamento dai luoghi frequentati dalla sua (ex?) convivente. Per contro l’avvocato  Andrea Antonelli, difensore dell’imputato, chiedeva l’assoluzione. Il giudice  Giuditta Silvestrini ha infine condannato l’indiano a 4 mesi di reclusione, pena sospesa e nessuna misura di custodia cautelare, il minimo per il reato di sequestro di persona. La sentenza è arrivata al termine di un processo dibattimentale durante il quale è stata la presunta vittima che ha spiegato che all’origine dell’arresto ci sarebbe stato una sorta di malinteso forse dovuto al fatto che entrambi sono stranieri. Lei ha poi detto che lo perdonava e lui lo stesso (sindrome di Stoccolma ma anche di Suzzara). I due si sono così abbracciati all’uscita dall’aula e sono tornati a casa insieme. L’amore ha trionfato, per il momento.

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