Provincia
"No all'esborso di soldi pubblici"
Ponte di barche: i cittadini rivogliono quello di prima
pubblicato il 16 agosto 2017 alle ore 21:55
immagine
Ponte di barche: i cittadini rivogliono quello di prima

Torre d'Oglio (Marcaria)  Dopo i rappresentati di questo o l’altra forza politica, dopo i sindaci, dopo la Provincia  e la Regione ora a dire la loro sulla questione ponte di barche di Torre d’Oglio sono i cittadini,  quelli che in effetti sono i più interessati e soprattutto i più colpiti dal disservizio. A titolo informativo si ricorda, infatti, che il ponte non è transitabile da maggio e, visto che all’orizzonte non pare ci siano piogge in arrivo, rimarrà chiuso ancora per parecchi giorni. Portavoce dei cittadini è l’associazione “Noi Ambiente Salute”  nella persona del rappresentante  Luigi Gardini .
«Come membri attivi di associazioni  e comitati  che circa dieci anni fa si sono impegnati insieme a migliaia di cittadini locali in difesa della integrità e funzionalità del ponte in barche, ci sembra doveroso ribadire che era sufficiente salvaguardarne  l'identità e razionalità originaria, unica nel suo genere, bastava adeguarlo alle norme sulla sicurezza - afferma Gardini -. Quello che ora gli amministratori lamentano era già stato previsto e, in documenti sottoscritti da migliaia di persone, si chiedeva di evitarlo risparmiando risorse e fatiche. Il ponte ha sempre funzionato, seppur con limitate interruzioni, con l'utilizzo di 3 diversi approdi, l'aver voluto agganciarlo alle sponde ha causato il suo cronico inutilizzo per diversi mesi dell'anno creando notevoli disagi agli utenti e anche contribuenti. Il nuovo ponte prende origine da ponti siti in altri contesti idraulici, su canali o fiumi con condizioni di portata costanti e non considera le importanti variazioni tipiche del fiume Oglio in particolare. Un progetto sbagliato, costosissimo, voluto senza se e senza ma dai vertici di un’amministrazione provinciale miope, completamente indifferente del volere popolare, complici anche altri enti che lo hanno sostenuto a vari livelli.  L’ultima ristrutturazione, infatti, costata una cifra spropositata, pagata con i soldi dei cittadini, di cui 770mila euro  presi dal capitolo “Turismo” della Regione Lombardia, ha causato per gran parte del tempo,  la chiusura del ponte che in precedenza non si verificava. Ora, come cittadini, dire che siamo indignati per come sono stati gestiti i nostri soldi e per come siamo stati ascoltati è fare un complimento - prosegue il portavoce dell’associazione -. L'unica cosa che si può fare adesso è prendere in considerazione chi voleva mantenere una struttura fruibile per il traffico  veicolare moderno, con: il mantenimento del posto degli addetti operatori  preparati; un ponte funzionante e rispettoso delle dinamiche fluviali; un ponte collegato ai percorsi ciclopedonali recentemente realizzati per la valorizzazione e la fruibilità cicloturistica del terriorio. Per quanto riguarda i soldi per sistemarlo, non usate denaro pubblico. Siamo stanchi di pagare per errori altrui. Ritornate al ponte originario e le opere avvenieristiche lasciatele perdere, pensate invece alla manutenzione e alla funzionalità ordinaria delle strade e delle altre strutture di collegamento e alla tutela costante dell'ambiente, già questo potrebbe esse sostenibile e mantenere occupazione».

 

Commenti