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Tra le note del concerto di Mantova
Sting e il tributo da pagare ai Police
pubblicato il 29 luglio 2017 alle ore 21:59
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Sting e il tributo da pagare ai Police

Mantova Nostalgia canaglia. Sting l'ha distribuita a piene mani l'altra sera in piazza Sordello. Nostalgia degli anni 80 e soprattutto un tributo da pagare ai Police, la band da cui Sting ha spiccato il volo. E' proprio lì il bandolo della matassa. Sting, oggi splendido 65enne (i 66 arriveranno a ottobre), sembra essersi rassegnato ad accettare il suo passato artistico non solo come parte fondante del suo presente ma anche come sua essenza. Un po' come Paul McCartney che sa di essere il depositario di quella memoria collettiva che sono e resteranno i Beatles, anche Sting sa di dovere fare i conti con i Police di cui fu l'indiscusso leader, e con i quali alcuni anni fa ha fatto una reunion per un giro di concert, perché come diceva Frank Zappa: we're only in it for the money (ci siamo dentro solo per i soldi). Così quella sua carriera solista partita a razzo con il clamoroso successo del primo album The dream of the blue turtles (1985), alla fine dei conti più che un decollo altro non è stata che un lento atterraggio. Certo nella sua discografia ci sono qua e là disseminate perle come Fragile, Englishman in New York, ma alla fine il pubblico di Sting aspetta i vecchi pezzi dei Police: l'urgenza punk di Next to you, i lamenti in cui ancora il punk si stempera nel reggae di Roxanne e So Lonely, i fraseggi raffinati di Message in a bottle e Walking on the moon, fino al repertorio più riflessivo degli Police di Every breath you take e Spirits in the material world. Non è un caso che l'ultimo album solista di Sting, quel 57th & 9th arrivato a 13 anni di distanza dasl suo ultimo "vero" album, segni il suo ritorno al pop, e anche se la dominante di questo lavoro è l'introspezione, nel tour che ha intrapreso a livello mondiale predilige i brani più ritmati e coinvolgenti per il pubblico dei suoi concerti. Un pubblico che Sting sa che deve riconquistare (il mancato sold out di Mantova è un segnale che neanche l'ex leader dei police può permettersi di ignorare) rimboccandosi le maniche nel vero senso del termine, tornando a imbracciare il suo basso (un bellissimo Fender Precision) e ad abbracciare il suo repertorio per intero, compreso quello dei cavalli da battaglia. Lo Sting visto l'altra sera sul palco ha messo a da parte quella sua aria seriosa e british ed è stato tutt'altro che un englishman in Mantova. Quanto basta per riprendere il volo (o il lento atterraggio). 

Carlo Doda
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