Provincia
Manifestazione a Roncolevà
Contro profughi sono scesi in piazza 500 cittadini e 6 sindaci
pubblicato il 10 luglio 2017 alle ore 15:52
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Contro profughi sono scesi in piazza 500 cittadini e 6 sindaci

Castelbelforte/Roncolevà  Una mobilitazione mai vista. Quasi cinquecento persone lunedì sera sono scese in piazza a Roncolevà, frazione di Trevenzuolo di 700 anime, per fare sentire la loro protesta contro l’arrivo di 40 profughi, da venerdì ospitati nella villa a due piani che la cooperativa “Versoprobo” di Vercelli aveva acquistato da un privato, alla “modica” cifra di 160mila euro. Una manifestazione assolutamente pacifica, ma dove l’esasperazione era tangibile. Al comizio organizzato dal comitato “Verona ai Veronesi” hanno parlato cittadini comuni ma anche i sindaci di Trevenzuolo, Erbè, Isola della Scala, Pastrengo, Sant’Anna d’Alfaedo, Castelbelforte. Presenti anche ex amministratori provenienti da Castel d’Ario, Villimpenta e Porto Mantovano, ma anche i responsabili dei DSI (Dipartimento Sicurezza e Immigrazione) della Lega Nord di Verona,  Cristiano Zuanin,  e Mantova,  Irene Aderenti , affiancata dal referente del medio-mantovano  Paolo Cavalli . Il portavoce  Alessandro Rancani  ha introdotto la serata esortando i cittadini a non mollare: «Questa è una barriera umana: o si combatte oggi oppure dovremo subire in futuro. La nostra determinazione di chi vive a Roncolevà, ma anche dei cittadini provenienti da tutto il veronese e anche dal vicino mantovano è la dimostrazione che sentiamo forte la difesa dei nostri valori. Queste cooperative stanno rovinando l’Italia e il loro finto altruismo finisce quando non hanno più interessi».  Tanti gli striscioni di protesta. Uno su tutti, collocato tra il piazzale del gruppo Squassabia Arredamenti e la villa dove i profughi osservano quello che sta succedendo quasi con irriverenza, protetti dal reparto celere di Padova: “Roncolevà alza la testa!”. Mentre l’Europa chiude i suoi porti, l’inerzia del nostro Governo tutto chiacchiere e zero idee continua a lasciare le porte spalancate a chiunque, autorizzando le navi delle Ong a portarci i migranti dell’Africa intera. Chi tenterà di liquidare la grande mobilitazione di lunedì sera come un atto di xenofobia non ha capito nulla; o meglio, finge di non capire. Che probabilmente è ancora peggio. (m.v.)

 

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