Provincia
I cittadini protestano contro la Coop
40 profughi in una frazione di 700 abitanti
pubblicato il 1 luglio 2017 alle ore 21:33
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40 profughi in una frazione di 700 abitanti

Castelbelforte/Roncolevà Una piccola frazione in rivolta contro l’ennesima imposizione di quello che più che uno Stato sembra una Repubblica delle banane. Ci troviamo a Roncolevà di Trevenzuolo, frazione di 700 anime confinante con Castelbelforte. Venerdì scorso i residenti erano venuti a sapere che la Prefettura di comune accordo con una cooperativa di Vercelli avrebbe fatto arrivare nella borgata i primi 25 dei 40 profughi stabiliti nel nuovo bando per l’accoglienza e sono scesi in piazza a protestare davanti ai cancelli dell’abitazione, dove da qualche giorno erano in corso lavori per sistemare i locali. Pare che il pensionato che ha venduto la sua casa alla Coop (160mila euro cash, dicono) abbia tagliato la corda. E possiamo capire il motivo. Col passare delle ore si è radunato davanti all’immobile un folto gruppo di persone tra residenti e cittadini di altri comuni già toccati dall’emergenza migranti. Tra questi molti provenivano da Mantovano. La ventina di persone iniziali si è presto trasformata in una massa di trecento cittadini, comprensibilmente esasperati per l’improvvisa situazione che si sono trovata davanti, anche in termini di speculazione economica. Tra loro anche il vicesindaco di Trevenzuolo  Cesare Carreri  e il primo cittadino di Castelbelforte  Massimiliano Gazzani , che nel proprio Comune è suo malgrado costretto ad ospitare da un anno 14 profughi. «Sono qui perché i problemi che oggi stanno vivendo i residenti di Roncolevà sono anche i nostri - ha commentato Gazzani -. È incredibile quello che si sta verificando, con uno Stato che continua a calpestare i cittadini italiani». (m.v.)

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