Provincia
La Provincia assicura: tempistiche nella norma
Carotaggi sul ponte di San Benedetto
pubblicato il 22 giugno 2017 alle ore 13:47
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Il ponte come sarà dopo i lavori

San Benedetto Qualche piccolissimo intoppo era evidentemente stato messo in conto, ma a circa un mese dall’inaugurazione dei lavori per il nuovo ponte sul Po tra San Benedetto e Bagnolo la Provincia assicura: tutto è assolutamente nella norma e le tempistiche saranno rispettate, anche perchè, nel frattempo, il cantiere è comunque partito e sono in corso in questi giorni i primi lavori per verificare la presenza o meno di ordigni bellici all’interno dell’area del cantiere. O almeno quelli via terra perchè per gli altri tipi di interventi in alveo occorre attendere un altro via libera: perchè quando si tratta di verificare la presenza di ordigni bellici nei pressi di un fiume l’Esercito è competente per le zone di terraferma, mentre la Marina Militare lo è per le aste fluviali; e non sempre (caratteristica tutta italiana, ça va sans dire) questi due elementi viaggiano in parallelo. Ed infatti dalla Marina Militare deve ancora arrivare la documentazione relativa non tanto all’ok a procedere quanto all’elenco di operazioni da porre in essere affinchè l’esame della zona del cantiere sia considerato valido per ritenerla libera da ordigni bellici. Un attesa che - secondo il dirigente dell’Area Lavori Pubblici e Trasporti della Provincia di Mantova  Giovanni Urbani -  è destinata a concludersi nei prossimi giorni. Nel frattempo, accanto ai carotaggi del terreno e ad altri esami effettuati con l’ausilio di sonar, sono state fatte alcune operazioni di disboscamento controllato e di livellamento del terreno per preparare adeguatamente l’area del cantiere. Come ci ha confermato lo stesso dirigente di Palazzo di Bagno, uno degli aspetti fondamentali di questo tipo di cantiere riguarda la grande meticolosità con cui deve essere preparata l’area destinata ad accogliere il manufatto: manufatto che viene realizzato in parti che sono assemblate negli stabilimenti delle ditte, per poi essere successivamente montate in altro luogo (in questo caso nella zona golenale) e quindi trasferite sul luogo definitivo del manufatto per essere unite e dar vita al nuovo ponte. Ponte che, comunque, era una necessità non più rimandabile: i controlli fatti in questi giorni hanno infatti dimostrato che il ponte ha sofferto particolarmente anche delle conseguenze legate al sisma 2012: per lui è giunto davvero il momento di andare in pensione e, da gennaio 2019, lasciare spazio a quello nuovo, anche se le ditte che hanno vinto l’appalto sperano di chiudere il tutto anche prima. (n.a.)

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