Provincia
Con il referendum i lavoratori esclusi dal contratto hanno bocciato l'accordo
Composad, servono altri 100 operai per tornare alla normalità
pubblicato il 8 giugno 2017 alle ore 13:50
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Gli operai in fila in attesa di votare

Viadana  Quella di ieri per Composad è stata un’altra giornata di tensione ma caratterizzata da un ulteriore piccolo passo avanti verso il ritorno alla normalizzazione.  Una ventina di lavoratori che hanno accettato di aderire alla nuova cooperativa “3L”, infatti, hanno preso servizio ieri mattina andando di fatto ad integrare i settanta che già martedì erano riusciti ad entrare, non senza difficoltà, nel sito produttivo. «La situazione è ancora molto tesa - ha spiegato il responsabile di Composad Stefano Saviola - ma speriamo di poter tornare al più presto alla completa operatività. Per poter tornare a pieno regime necessitiamo con urgenza dei 200 lavoratori, 150 a tempo indeterminato e 50 a tempo determinato, come promessoci dalla Cooperativa “3L”. È chiaro che con circa novanta lavoratori la produzione è ad oggi ancora dimezzata. Questa mattina (ieri per chi legge - ndr) abbiamo integrato la forza lavoro con altri venti ex Viadana Facchini, ma è chiaro che in questa situazione la produzione ad oggi è ancora dimezzata. La priorità ora è quella di poter tornare alla piena produzione e anche per domani (oggi ndr) ci aspettiamo nuovi arrivi».  Sempre nella giornata di ieri Cobas e Cisl hanno   indetto il referendum con il quale si chiedeva ai lavoratori se fossero propensi ad accettare l'accordo stipulato da Legacoop. Alle votare si sono recati 176 persone delle quali 174 si sono espressi con il "no".  (l.n.)

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