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Roncoferraro: la relazione del perito approda in Procura
Fossil Free: da progetto modello a pozzo senza fondo
pubblicato il 7 giugno 2017 alle ore 12:10
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Fossil Free: da progetto modello a pozzo senza fondo

Roncoferraro   Quando fu inaugurato, nel 2007, i movimenti ambientalisti – Wwf e Legambiente in testa – non nascosero la loro compiacenza. Finalmente, si diceva, un impianto all’avanguardia per riscaldare e raffrescare gli edifici comunali di Roncoferraro (scuole elementari e medie, piscina, palazzetto dello sport e sede municipale) attraverso l’utilizzo di biomasse legnose al posto dei combustibili fossili. Dieci anni dopo il progetto “Fossil Free Energy” rimane una visione incompiuta. Da qui la decisione dell’attuale amministrazione, guidata dal sindaco Federico Baruffaldi, di presentare un esposto in Procura, affinchè la magistratura possa fare luce su una vicenda che in questi anni non ha mancato di suscitare grosse polemiche in paese, soprattutto per i costi elevati. A fare saltare il tappo è stata la relazione fornita dal perito incaricato dall’Amministrazione, l’ingegner Alberto Resta  sul malfunzionamento dell’impianto che, ricordiamo, fu finanziato tramite un bando regionale che incentivava l’utilizzo delle energie alternative e al quale Roncoferraro aderì nel 2003. Finanziamento che aveva come condizione vincolante il funzionamento dell’impianto per almeno cinque anni. Ma i numeri della relazione tecnica hanno evidentemente accelerato la duplice decisione dell’attuale amministrazione: “spegnere” completamente il Fossil Free e tornare a riscaldare gli immobili comunali con il metano e procedere con l’esposto alla Procura della Repubblica per fare emergere eventuali responsabilità. Uno su tutti dà la dimensione di quanto l’impianto fosse ormai diventato un pozzo senza fondo per la casse comunali: i soli costi per la sua realizzazione e d’esercizio hanno comportato una spesa che sfiora il milione e mezzo di euro, sempre stando alla documentazione formalizzata dal perito. «In sostanza - lamenta il sindaco di Roncoferraro Federico Baruffaldi  - ci siamo trovati a fronteggiare manutenzioni su manutenzioni che stavano diventando insostenibili per il bilancio dell’Ente. All’ennesimo preventivo di intervento (37mila euro, ndr) da parte del conduttore (Tea Sei) abbiamo voluto vederci chiaro». Quindi la decisione di commissionare una perizia dettagliata. «Dalla relazione pervenutaci è emerso un quadro inquietante - insiste il primo cittadino, che ad inizio settimana si era recato in Procura insieme al proprio legale per consegnare tutta la documentazione -. Adesso ci auguriamo sia fatta chiarezza, per tutelare chi questa vicenda se l’è trovata e in qualche modo subita». Altro aspetto da evidenziare è che la decantata filiera di produttori locali, quella che avrebbe dovuta fornire il legno per l’alimentazione dell’impianto, non è mai partita. E così il legno fu inizialmente acquistato in Trentino Alto Adige, salvo poi essere accantonato per il pellet e successivamente per il ritorno al gas. Le minoranze hanno già chiesto che venga convocato d’urgenza un consiglio comunale aperto alla cittadinanza. Soluzione sulla quale il sindaco Baruffaldi si è detto d’accordo. (m.v.)

 

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