Provincia
Riconosciute le attenuanti generiche
Delitto Bottura, sconto di pena per Magnani
pubblicato il 17 maggio 2018 alle ore 17:47
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Il recupero del cadavere del 49enne Fausto Bottura

Poggio Rusco Era sempre stato il “duro” della banda, quello che non aveva dato alcun segno di pentimento, che aveva mantenuto quella posa da “boss” per la quale non gli erano mai state riconosciute le attenuanti come invece ai suoi ex complici. Trent’anni di carcere fino alla Cassazione che aveva rinviato gli atti del processo alla corte d’Appello, i cui giudici hanno praticamente dimezzato anche la sua condanna. Una sorta di “grazia” in extremis quella concessa ieri mattina dai giudici della corte d’Appello di Milano ad  Alessio Magnani, 22enne di Poggio Rusco, l’unico dei tre giovanissimi autori dell’omicidio di  Fausto Bottura, 48enne di Magnacavallo ucciso nel 2014, che è tuttora a processo, e che ha infine ottenuto una condanna a 17 anni e 4 mesi di reclusione, decisamente più mite dei 30 anni che si era visto rifilare in primo grado e confermare in secondo. «I giudici hanno semplicemente concesso le attenuanti generiche - ha commentato l’avvocato  Angelo Villini, difensore del giovane -. che era poi quello che avevano chiesto di valutare i giudici della Cassazione». Lo scorso dicembre, infatti, in terzo grado di giudizio, mentre erano state confermate le condanne a 17 anni e 4 mesi ciascuno per  Armando Esposito,  e  Massimo Bottura, entrambi 23ennu di Magnacavallo, era stato disposto il rinvio a una corte d’Appello diversa da quella di Brescia (questa la ragione della sede milanese di ieri) per valutare se c’erano gli estremi per riconoscere anche a Magnani le attenuanti generiche. Ciò che ha portato a uno sconto di quasi metà della pena che gli era stata inflitta in precedenza. (c.d.)

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