Cronaca
Degrado al "Büs dal Gatt"
Dai laghi al Mincio: discariche crescono sulle rive
pubblicato il 16 maggio 2018 alle ore 19:27
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Discarica galleggiante nel Mincio

Mantova - Segni inequivocabili di accampamenti con tanto di fuochi accesi nei boschi del Parco del Mincio, nonostante i divieti, da parte di pescatori di frodo che abbandonano reti, lenze e rifiuti. Siamo in riva al Lago di Mezzo, zona "Büs dal Gatt". Più a valle di qualche chilometro ecco invece apparire una discarica galleggiante fatta di bottiglie di plastica ammassate lungo le rive del Mincio. Siamo tra Valdaro e Formigosa, zona della fornace. In attesa che Regione e Provincia si mettano d’accordo su chi debba sistemare le strade disastrate del Mantovano, ci sarebbe anche da dare un’occhiata ai nostri corsi d’acqua e in particolare ai laghi di Mantova e al basso Mincio. Martedì 15 maggio, ad esempio, un addetto delle motonavi che portano i turisti dai laghi verso il Po per via fluviale, ha segnalato lo scempio in bella mostra proprio lungo le sponde del Mincio appena fuori Mantova. Hanno aperto le paratie e questo è quello che è uscito fuori, spiega chi ha segnalato lo scempio che conclude il suo post invitando i mantovani a vergognarsi per tutto questo. Una vergogna che viene documentata anche più a monte, in zona Sparafucile e "Büs dal Gatt", dove soprattutto dopo la festa del 25 aprile, che ha di fatto aperto la stagione a grigliate e pic-nic fuori porta, sono spuntati ovunque rifiuti abbandonati in piena area del Parco del Mincio. Anche qui bottiglie di plastica, cartacce abbandonate tra i cespugli e lungo i viali: rifiuti nemmeno tanto nascosti lungo le rive del Lago di Mezzo, dove alla meraviglia dello skyline di Mantova dal "Büs dal Gatt" fa da contraltare la sporcizia lasciata dai maleducati che purtroppo frequentano questa zona dei laghi di Mantova. Tra i maggiori indiziati ci sarebbero i pescatori di frodo, tutti dell’Europa dell’Est che si accampano sulle rive dove accendono fuochi per grigliare il pesce che pescano, abbandonando poi sul posto ogni tipo di rifiuto, comprese lenze e ami che scomparendo tra il fogliame diventano un’insidia invisibile per la fauna. C’è chi ha visto in questi ultimi giorni anatre e cigni impigliati in queste trappole dalle quali sono stati liberati da qualcuno di passaggio prima che finissero per farsi male nel tentativo di divincolarsi. Una piccola parte di questi rifiuti è stata rimossa nelle ultime ore, ma il grosso è ormai nascosto dall’erba che nel frattempo è cresciuta, e rischia di restare là sotto per un bel pezzo.

Carlo Doda

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