Provincia
"Stanca delle continue botte"
Due coltellate al marito: patteggia 4 anni e 4 mesi
pubblicato il 18 maggio 2018 alle ore 08:43
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Dopo l’episodio erano intervenuti i Carabinieri

Goito - Una coltellata tecnicamente idonea ad uccidere e così, sul filo sottile che corre tra lesioni e tentato omicidio, è stata quest’ultima ipotesi di reato a prevalere nei confronti di Ecaterina Hodor, una 34enne di Goito, martedì mattina 15 maggio comparsa di fronte al giudice per l’udienza preliminare Gilberto Casari. La donna era stata arrestata lo scorso 26 novembre con la pesante accusa di aver cercato di uccidere il marito 38enne. I carabinieri l’avevano fermata il giorno seguente all’episodio criminoso. Un tentato uxoricidio perpetrato nella casa coniugale in via don Mazza. Nella circostanza l’uomo era stato colpito da due violenti fendenti: il primo inferto tra le scapole, gli aveva provocato la perforazione del polmone, mentre il secondo era stato assestato all’inguine. Dell’arma utilizzata dalla 34enne per ferire il consorte, un coltello lungo una ventina di centimetri, era stato rinvenuto solo il manico ma non la lama. La donna, all’epoca, aveva dichiarato ai militari di aver agito in quel modo perchè stanca delle continue aggressioni e dei reiterati soprusi, sia verbali che fisici, che da tempo era costretta a subire. Per gli inquirenti quei fendenti avrebbero però potuto uccidere il marito, lesionando organi interni o anche perforando l’arteria femorale. La prima prognosi era stata di 30 giorni. Secondo quanto ricostruito, l’accoltellamento era avvenuto durante l’ennesima lite tra i due. Martedì mattina il gip Casari ha accolto il patteggiamento proposto dai legali che difendono la donna e avvallato anche dall’accusa, condannandola a quattro anni e quattro mesi di reclusione.

Lorenzo Neri

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