Provincia
Tre banditi ad Acquanegra
Minacciano la perpetua e devastano la canonica
pubblicato il 18 maggio 2018 alle ore 08:43
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La devastazione provocata dal passaggio dei ladri in canonica

Acquanegra - Come ogni mattina è arrivata verso le 9.30 per fare alcune pulizie nella canonica della chiesa di San Tommaso e aiutare il parroco, don Luigi Trivini, nel mantenimento della propria abitazione. Ma martedì 15 maggio è andata in modo decisamente diverso dal solito: non appena aperta la porta d’ingresso della canonica, la donna si è trovata di fronte tre individui, a volto coperto, che stavano rovesciando come un calzino tutte le stanze dell’abitazione. I malviventi le hanno intimato di non fare un solo passo e non chiamare nessuno, hanno finito il loro lavoro e poi se ne sono andati in auto. Sull’episodio stanno indagando i carabinieri di Acquanegra. Non è di certo un uomo che si lascia abbattere facilmente don Luigi. E nemmeno in questo caso la sua tempra ne ha risentito particolarmente, ma di certo trovarsi la propria abitazione devastata dal passaggio dei ladri non è bello per nessuno. Tantomeno per un uomo di chiesa che nel momento in cui i ladri sono entrati in azione, era impegnato con le confessioni in un paese limitrofo. Come detto, erano circa le ore 9.30 di martedì mattina quando la perpetua è arrivata alla porta d’ingresso della canonica per fare un po’ di pulizie come ogni giorno, ma di certo non sa che cosa la aspetta dietro quella porta. Non appena gira la chiave e fa un passo dentro casa, si trova di fronte tre uomini, con il viso coperto da un passamontagna, che senza tanti giri di parole le intimano di non fare un altro passo, ma anzi la cacciano fuori e le ordinano di non muoversi e di non chiamare nessuno. La donna, impietrita dalla paura, ubbidisce. Nel frattempo i tre ladri, dentro, buttano tutto all’aria alla ricerca di oggetti da rubare. Dopo una decina di minuti se ne vanno con il complice che li aspettava con l’automobile solamente a pochi metri di distanza. A quel punto la donna chiama aiuto. Alcuni passanti accorrono: scatta l’allarme, con i carabinieri che arrivano sul posto e danno avvio alle indagini del caso. Nel frattempo, avvisato dell’accaduto, anche il parroco torna in tutta fretta in paese. Come spiega don Trivini, i ladri sono entrati forzando una finestra, dopo averne tagliato l’inferriata con un flessibile. Nessuno si sarebbe accorto di nulla, sebbene un flessibile in azione non possa essere considerato un attrezzo silenzioso. Una volta dentro hanno rovesciato cassetti, svuotato armadi e rovistato qui e là in ogni stanza: dal piano terra fino alla soffitta, senza tralasciare nemmeno i servizi igienici. Sarebbero stati portati via solamente tre orologi del valore di circa 200 euro, mentre sarebbero stati lasciati al proprio posto altri oggetti come come macchine fotografiche e vecchi libretti postali. A giudicare dall’accento, i banditi potrebbero essere originari dell’Italia meridionale. «Non c’era niente di particolare da rubare - ha spiegato il parroco -. Sono senza parole: purtroppo però sono venuti anche qui».

Giovanni Bernardi

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