Provincia
Presidente il Sindaco Cavatorta
Ambito Sanità Oglio Po: i Comuni restano assieme
pubblicato il 15 maggio 2018 alle ore 18:38
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L’assemblea dei sindaci a Viadana

Viadana - Sindaci riuniti lunedì pomeriggio 14 maggio a Viadana per discutere dell’ambito sperimentale socio-sanitario dell’Oglio Po. Trenta i Comuni, tra Viadanese e Casalasco coinvolti nella riorganizzazione che guarda anche a una revisione della gestione dei servizi. Si va delineando sempre più il nuovo assetto che avrà il distretto sanitario dell’Oglio Po (che racchiude 86mila abitanti): una ridefinizione che parte da una notizia positiva, ovvero l’assicurazione che tutti i 30 Comuni dell’area resteranno compresi in un unico ambito. A confermarlo la nuova delibera presentata dalla Asst di Mantova e di Cremona, come confermato dagli stessi dirigenti presenti lunedì all’assemblea con i sindaci tenutasi nella sala consiliare di Viadana. Aspetto, questo, rilevante per i sindaci che nelle scorse settimane si sono battuti per il mantenimento di un unico ambito dopo che, per quello che è poi risultato essere un errore, sembrava che i Comuni viadanesi non rientrassero tutti nella stessa area sanitaria. Incontro che, come da programma, ha visto anche l’elezione del presidente e del vice: cariche affidate, ad unanimità, rispettivamente al sindaco di Viadana, Giovanni Cavatorta, e di Casalmaggiore, Filippo Bongiovanni, nonchè ai rappresentanti dei maggiori Comuni di entrambe le aree coinvolte. Ampio spazio è poi stato dedicato, vista la presenza dei direttori dell’Asst di Mantova, Luca Stucchi e di Cremona Camillo Rossi, a una panoramica sull’avanzamento della sperimentazione dell’ambito dal punto di vista sanitario ribadendo come il budget ad esso destinato sia rimasto quello già previsto in passato, ovvero 10milioni di euro circa. Proprio i dirigenti delle Asst hanno ribadito la necessità di lanciare messaggi positivi alla cittadinanza, soprattutto in seguito alle polemiche delle scorse settimane, al fine di rassicurare sulle prestazioni da loro erogate. Ma se, da un lato, l’inclusione dei 30 Comuni viadanesi e casalaschi è una certezza ormai ben definita, dall’altro, si dovrà ora valutare come questo si tradurrà in termini di unificazione del “piano di zona”: diversamente da quanto accade ora con la presenza del Consorzio Servizio alla Persona, per il viadanese, e del Concas per il Casalasco. Obiettivo dei sindaci è, quindi, quello di procedere verso un unico “piano di zona” individuando un ente capofila (che deve essere un ente locale) che distribuisca le risorse. Azione, questa, che richiede, di conseguenza, di formare un’unica realtà. Due, quindi le opzioni: demandare ad uno dei due consorzi (e quindi fare una convenzione) o individuare un nuovo soggetto che, però richiederebbe più tempo per la sua istituzione. Alternative che verranno valutate nelle prossime settimane quando l’assemblea dei sindaci si incontrerà nuovamente. (v.)

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