Cronaca
Frode online: denunciato ghanese
Sedotta dal fascino della divisa, truffata in borghese
pubblicato il 16 maggio 2018 alle ore 11:23
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La vittima della truffa è stata adescata tramite un sito di incontri (foto dal web)

Mantova - Sedotta e truffata da un sedicente soldato dell’Onu di stanza ad Aleppo ma di fatto residente nel Mantovano. Nei guai nei giorni scorsi è finito un ghanese di 34 anni individuato a Monzambano dalla Polizia Postale che lo ha denunciato per truffa. Lo straniero, facendosi passare per tale Richard White (dove White sta per bianco, ulteriore presa per i fondelli della vittima, visto che il truffatore è un uomo di colore), olandese naturalizzato americano, soldato dell’Onu in servizio in Siria e reduce dell’Afghanistan, aveva agganciato online una donna alla quale aveva promesso incontri a dir poco bollenti una volta fosse arrivato in Italia. Nel frattempo le aveva spillato circa 20mila euro. Il metodo è uno di quelli più che collaudati, dove il truffatore aggancia la vittima tramite una chat, in questo caso il sito di appuntamenti Meetic, dove si fa passare in questo caso per un valoroso soldato di qualche esercito che combatte in una delle zone più pericolose del mondo. E la zona in cui il nostro “eroe” era di stanza era quella di Aleppo, al centro dell’inferno siriano. Puntando sul fascino della divisa e sull’ingenuità della sua interlocutrice, il 34enne ha fatto scattare il piano per raggirare la sua vittima, una 40enne ligure. La truffa è partita lo scorso ottobre quando il soldato White ha chiesto alla sua spasimante un “favore”: fare arrivare in Italia un pacco contenente contanti in dollari oggetti preziosi. Questo perché, spiegava il militare dell’Unprofor, dove si trovava attualmente la situazione si faceva sempre più pericolosa e aumentava per lui il rischio di perdere quanto guadagnato fino ad allora grazie alla sua missione ad altissimo rischio. La donna non esitava a offrire il proprio aiuto al suo “eroe” che a quel punto faceva partire il fatidico pacco, che però rimaneva incagliato tra le pratiche burocratiche delle poste svizzere. Si sa che in Svizzera sono pignoli specialmente alle poste, dove servivano soldi per superare una serie di ostacoli burocratici che si presentavano in rapida successione: 3mila euro per una pratica, altri 5mila per un visto. Lo scorso aprile, dopo avere ormai sborsato 20mila euro per un pacco che non arrivava mai a destinazione, la 40enne si rendeva finalmente conto di essere stata truffata e decideva di sporgere denuncia. La segnalazione veniva trasmessa alla Polizia postale di Mantova che dava il via alle indagini che in breve tempo hanno portato gli agenti a individuare il 34enne ghanese che si fingeva militare per l’Onu. L’uomo, che si era fatto accreditare più volte il denaro tramite Western Union, aveva però commesso una ingenuità: in alcuni frangenti aveva trasferito il denaro su una carta prepagata intestata a lui. Gli agenti hanno anche accertato che lo stesso 34enne era stato ripreso dalle telecamere di sorveglianza degli sportelli automatici in cui andava a incassare. Quando i poliziotti si sono presentati a casa sua ha cercato di giustificarsi dicendo che stava dando una mano a un amico, uno che fa il militare per l’Onu ad Aleppo. Come tutti quelli che indossano la divisa dell’Onu.

Carlo Doda

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