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Calcio Serie D
Il Mantova sarebbe davvero pronto per la C?
pubblicato il 14 maggio 2018 alle ore 17:36
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Guazzo si confronta a fine gara con i tifosi

Arzignano (VI) - Una disfatta di proporzioni inimmaginabili. E perciò ancora più bruciante. Pur con tutte le attenuanti che si possono concedere alla squadra, che nel corso della stagione non si è mai risparmiata, altro non si può definire il 5-2 subìto domenica 13 maggio dal Mantova nella semifinale play off. Nessuna scusante: l’Arzignano si è dimostrato superiore in tutto e per tutto. Nella qualità del gioco, in intensità, temperamento, tenuta mentale e forse anche fisica. Game over, dunque, fine dei sogni. Con la sconfitta di domenica, il Mantova vede pesantemente ridimensionate anche le possibilità di tornare in Serie C tramite ripescaggio. Anzi, fosse per noi, nemmeno dovrebbe provarci. Per una questione di dignità, innanzitutto: cinque gol presi dall’Arzignano (con tutto il rispetto) sono un biglietto da visita avvilente, che non autorizza a pretendere alcunchè. Senza contare che questo ko farà precipitare l’Acm nei bassifondi della graduatoria che verrà presa in considerazione dalla Figc. Ma c’è di più. Mettiamo pure che nessuna delle società davanti al Mantova sia interessata al salto in C, la domanda è la seguente: quale futuro attende il club biancorosso? Con quali risorse e con quale struttura societaria si andrebbe incontro a un’annata tra i professionisti? Al momento è tutta un’incertezza. A cominciare dall’ingresso di Pablo Dana, di cui ancora si attende il versamento della quota promessa e sottoscritta dal notaio (155mila euro). Dicono che il bonifico arriverà in settimana: attendiamo fiduciosi. In secondo luogo, andranno verificati la disponibilità, i programmi, le idee dei “vecchi soci” per la prossima stagione. Il comunicato emesso dal club nel tardo pomeriggio di domenica non chiarisce granchè. Anzi alimenta questo senso di precarietà che si respira nei dintorni di viale Te. Un dato è certo: per come sono andate le cose quest’anno, il Mantova non si è dimostrato pronto per tornare tra i professionisti. A livello tecnico, in primis, e i risultati del campo sono lì a dimostrarlo. Ma anche a livello gestionale, tra scelte discutibili e investimenti infruttuosi, in parte derivati dall’oggettivo ritardo con cui si è partiti. Poco male: centrare la promozione al primo colpo, sia pur in un girone sulla carta abbordabile, non era scontato. Potremmo discutere all’infinito se, con altre mosse, sarebbe andata diversamente. Ma non cambierebbe la sostanza. Insomma, meglio prepararsi per un’altra stagione in D. Non buttando completamente quella appena conclusa, ma da affrontare con una società più robusta e preparata. Pronta a meritarsi sul campo, e non per grazia ricevuta, il ritorno nel calcio che conta.

Gabriele Ghisi

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