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Italia a colpo d’occhio
Rotonde con sponsor
pubblicato il 7 maggio 2018 alle ore 15:34
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Rotonde con sponsor

Ci sono rotonde belle e rotonde brutte. Ci sono rotonde che funzionano e rotonde che bloccano il traffico invece di agevolarlo. E ci sono pure quelle sponsorizzate. C’è, a Firenze, la rotonda di Piazza Gaddi chiamata “tritacarne” dai fiorentini perché si bloccano tutti lì, e c’è l’artistica rotonda di viale Marx a Suzzara, confine con Luzzara che sembra un piccolo giardino. Una volta conoscevamo quasi soltanto le romantiche rotonde sul mare e per le strade al massimo avevamo i semafori. Con tanto di rosso che, a sensazione, non finiva più. Poi sono arrivate loro le prime rotonde stradali, quasi timide, quasi per prova. Adesso la rotonda stradale è ovunque, o quasi, e - diciamocelo - in moltissimi tratti di groviglio stradale ha risolto il problema della viabilità snellendo e razionalizzando. Ma, come abbiamo detto su queste colonne anche in tempi non sospetti, una rotonda è buona se assolve ad alcuni criteri minimi di logica e razionalità dei flussi dei veicoli. E il criterio minimo è calcolare e verificare che ci siano attorno ad una rotonda tante vie d’uscita quante sono le vie d’entrata, a parità di volume. Insomma tanti veicoli entrano in rotonda tanti dovrebbero uscirne entro lo spazio di un giro. L’altro criterio minimo è che la rotonda abbia una fascia di corsie utile per evitare che diventi un incrocio quasi infernale. Non di rado capita che un’auto non riesca ad uscire dalla rotonda per l’effetto avvolgimento. Belle o brutte, larghe o larghissime le rotonde devono far defluire il traffico. Altrimenti meglio non farle. E se vi vengono male metteteci subito una pezza.

La Cispadana da Brescello a Reggiolo è piena di rotonde. C’è una “rotondona” all’altezza di Tagliata di Guastalla che è da manuale perché, come si vede anche graficamente, ha quattro corsie in entrata e quattro in uscita con strade a doppio senso. Un classico. Dove non è possibile avere questo equilibrio occorre cercarlo incrociando i numeri delle corsie e il calcolo dei flussi per senso. Cosa che forse non è riuscita a piazza Gaddi a Firenze dove si incrociano sette vie in entrata ed in uscita e alcune sono meno defluenti del minimo fabbisogno. Eccole: Ponte alla Vittoria è in entrata e in uscita, via del Pignone è in entrata e via de’ Vanni è in uscita via Bronzino è in entrata così come via del Ponte Sospeso (fantastico nome) e via della Fonderia, via Giovanni Antonio Sogliani, che va verso San Frediano, è in uscita. Già sulla carta si vede che la rotonda è sbilanciata: 5 flussi in entrata su sette vie. Morale: è normale che i fiorentini vedano quella rotonda come un blocco e non come un passaggio e la chiamino “tritacarne” per risparmiarsi una parola non sempre conveniente.

La rotonda suzzarese di viale Marx, zona delicata tra super mercato e accessi all’ospedale di zona, ha 4 vie d’ingresso e 4 di fuga su una dorsale di traffico interregionale. Una bella rotonda con piante, sassolini e stradicciola artistica, nata su un equilibrio stradale abbastanza conclamato. Insomma il bello che funziona. O quello che già funzionava fatto diventare ancora più bello. A volte si può.

Fabrizio Binacchi

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