Rubriche
Italia a colpo d’occhio
Subito o quasi chi e come governerà?
pubblicato il 16 aprile 2018 alle ore 16:21
immagine
Subito o quasi chi e come governerà?

Il buio politico creato dalle contrapposizioni, spesso pretestuose per celare le vere intenzioni dei contendenti, è parzialmente illuminato dalla luce accesa dal presidente della Repubblica Sergio Mattarella. Deluso insieme agli italiani per i non risultati raggiunti, ha chiesto nuovamente responsabilità ai rappresentanti politici e se questa non ci sarà nell’arco di qualche giorno lui stesso prenderà le opportune iniziative. Non stupisce affatto, perché il popolo crede nella serietà del Presidente, i suoi richiami non vanno equivocati, sono semplicemente improntati alla necessità di dare all’Italia, dopo oltre 40 giorni dal voto, un governo che governi. Alle difficoltà interne si sono aggiunte quelle di politica estera con i primi raid in Siria dei bombardieri del trio: America, Inghilterra e Francia. Questi fatti avranno strascichi nell’ambito delle alleanze con relative prese di posizione, sulle quali il governo non potrà essere estraneo. Il Presidente della Repubblica, pertanto, vuole che si esca con rapidità dallo stallo politico in cui si è venuto a trovare il Paese causa la contrapposizione dei due contendenti più votati: la Coalizione di Centrodestra e il Movimento Cinquestelle. Infatti, Mattarella ha detto "pane al pane" concludendosi senza risultato la seconda settimana di consultazioni: "Nessun progresso, darò qualche giorno di tempo e poi valuterò come procedere per uscire dallo stallo". Almeno per il momento le parole del Presidente non sembrano raccolte, il botta e risposta continua fra le due forze in prima linea, e i grillini rendono sempre più pesanti i loro veti e le loro ingerenze nella compagine di Forza Italia. "Battendo nuora perché suocera intenda", così dice il proverbio, attaccano Silvio Berlusconi per far decidere Salvini ad accordarsi con Grillo, auspicando il tradimento dagli impegni presi con la Coalizione ed avere i voti della Lega a sostegno di un governo a guida Di Maio. Inizialmente Salvini sembrò avere in tal senso qualche velleità, ma alla luce dei risultati agì da politico navigato, adoperandosi per mettere in moto l’Istituzione parlamentare e dare al governo di Camera e Senato ed alle Commissioni speciali presidenze che corrispondessero alle forze politiche che avevano vinto le elezioni. Fino ad oggi niente di più di una conclusione condivisa. Quando si trattò di affrontare gli accordi per la formazione del governo la musica è cambiata. Salvini si è opposto al veto su Berlusconi da parte grillina dichiarando che la trattativa doveva riguardare l’intera Coalizione. Il giovane leader della Lega deve aver valutato le avances grilline e capito che isolando il suo 17 per cento e portato a sostegno del governo lo avrebbe costretto ad essere "prigioniero" del 32 per cento di Di Maio, non bastando, certo, qualche ministero pesante per soddisfare, anche, le sue pretese personali.

Salvini può anche essere insofferente del protagonismo di Berlusconi, è la storia di sempre, il giovane che scalpita nei confronti dell’anziano ritenendosi pronto a sostituirlo, crediamo che i tempi non siano maturi per un partito unico del Centrodestra, dato che oltre cinque milioni di cittadini hanno votato Forza Italia per la presenza determinante di Silvio Berlusconi. E proprio sulla presunzione di tale sofferenza cercano di fare leva i Cinquestelle per portarlo a mollare gli alleati. Ma il leader del Carroccio non pare intenzionato a cedere, anche perché si deve essere reso conto che gli stessi grillini al loro interno sono divisi e non tutti farebbero i salti di gioia per un eventuale patto con la Lega. Noi riteniamo potrebbero compattarsi sull’accordo solo se i voti provenienti da una parte del Centrodestra si limitassero al solo supporto per governare, ma "l’unica strada è trovare un accordo tra tutto il Centrodestra e il Movimento 5 stelle". Inoltre, non va sottovalutata l’insistenza della coalizione di Centrodestra perché a Salvini venga dato l’incarico di formare il governo. Richiesta fatta esplicitamente al Presidente della Repubblica, motivata dal fatto che la Coalizione è risultata la più votata. Ma dato che gli Azzurri da un lato e i Cinquestelle dall’altro (Di Maio sta mostrandosi agli occhi degli italiani come se primo ministro già lo fosse) appaiono irremovibili, Matteo Salvini, a suo modo, per uscire dallo stallo in cui entrambe le posizioni si sono venute a trovare, invoca le urne. Solo che il Presidente della Repubblica la strada del voto anticipato, almeno a breve, l’ha già sbarrata, ed è pronto per uscire dallo stallo a mettere in campo le sue proposte, che potrebbero arrivare fino al governo del Presidente.

Gastone Savio

Commenti