Cronaca
Onestà d’altri tempi
Restituisce alla cliente l’anello con brillanti perso
pubblicato il 17 aprile 2018 alle ore 12:34
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Ottavio Giovanoli, titolare della tabaccheria di piazza Sordello

Mantova - Entra in tabaccheria attratta dai tanti gadget a uso per lo più di turisti, e in particolare da un cestino in cui fanno bella mostra tanti anellini. Robe di poco conto, ma spesso eleganti e quantomeno originali. Ne prova uno, poi un altro, ma per farlo prima sfila dal dito il proprio anello, ricordo del marito scomparso. Un prezioso con tanto di brillante – e pure di discreta caratura. Quando poi esce dal negozio e riprende la via di casa, si accorge che al dito ha solo l’anellino appena comprato, non più quello prezioso, lasciato sbadatamente nel negozio. Da qui iniziano lunghissimi minuti d’ansia che però troveranno un lieto fine. Una storia non nuova e assai frequente in verità, quanto alle dinamiche dell’accadimento, ma sempre più rare a registrarsi coronate dalla bontà dell’epilogo. Questa volta, la fortuna ha voluto che la signora A.G., 72 anni di città, abbia trovato sulla propria strada Ottavio Giovanoli e Pietro Mattioli, titolari della tabaccheria di piazza Sordello (nella parte retrostante il Duomo), che le hanno evitato un grandissimo dispiacere. Era quasi ritornata a casa l’anziana signora quando si è accorta della propria sbadataggine. La corsa al negozio in cui si era tolta il gioiello è stata per lei carica d’ansia e per questo più faticosa. Sapeva di avere lasciato l’anello con brillante sul banco e che data l’affluenza di turisti in questi giorni erano ben poche le speranze di vedersi risparmiata al dolore della grande perdita. Ma quando Il titolare Giovanoli ha visto entrare la signora, ha tolto dal cassetto il suo anello restituendoglielo con un sorriso. «Mi ha ridato la vita» ha esclamato la signora commossa. E subito ha infatti ricorso alla segnalazione pubblica per ringraziare la probità di chi avrebbe pur potuto far finta di niente. «È stata davvero fortunata – ha commentato Giovanoli da parte sua –. In quel momento il negozio era davvero pieno di gente e io ero impegnato a servire tutti in simultanea. Qualcuno vedendolo avrebbe potuto benissimo metterselo in tasca. Invece il caso ha voluto che anche i miei clienti si siano dimostrati onesti. Poi il resto lo sapete: quando l’ho visto, l’ho messo da parte e restituito». (r.cro.)

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