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A tutto Tibre - 25 anni di Voce
Al Mascara: calcio d’antan, suoni, balli e maxi torte
pubblicato il 16 aprile 2018 alle ore 14:21
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La discoteca Mascara di viale Favorita

Che la festa continui. Dopo la cerimonia celebrativa al Bibiena che ha raccolto numerose testimonianze di personaggi che hanno dominato la scena negli anni passati o lo stanno facendo al giorno d’oggi, la Voce di Mantova, superato il traguardo del quarto di secolo, si appresta a concedere il bis. Per ora a livello di festeggiamenti. Stavolta con una serata a metà fra calcio (sempre più di moda dopo la caduta imposta alla Juve a Madrid), musica e balli. L’evento è in programma mercoledì 18 aprile (dalle ore 18.30 in poi) alla discoteca Mascara; per rimanere in tema con il compleanno de la Voce, ecco un simpatico gemellaggio fra una rappresentanza dei Grigolo boys, ovvero della squadra che trionfò nel campionato di C2 1992-‘93, quando vide la luce appunto la Voce e gli attuali biancorossi impegnati nel torneo di serie D. A rappresentare il passato, col mister Ugo Tomeazzi, Carletto Nervo, poi Martini, Perini, Aguzzoli, Bazeu, Boschin, Gozzani e il Ciano Benetti. Splendidi protagonisti di un campionato vinto in carrozza, grazie alla sapienza calcistica dei protagonisti e del mister. In seguito (torneo 2003-2004) mortificata e cancellata dallo tsunami provocato dall’incredibile e ingovernabile presidente Paolo Grigolo, adorabile canaglia che ci ha perfidamente illusi e poi sbattuti fuori dal calcio professionistico. Perchè adorabile canaglia? Già, perchè nonostante tutto quello che è successo, Grigolo ancora viene ricordato come colui che ha buttato una montagna di milioni -fin che ne ha avuti- che ci ha portati alle soglie della serie B (eliminati negli spareggi dal Como, allora allenato da Tardelli), che ha rimesso in sesto il Martelli chiamando, per l’inaugurazione una squadra che non vorremmo nemmeno nominare (Real Madrid) senza avere in cambio l’ex macello che pure gli era stato promesso (almeno a parole, anzi scritto su una bozza di convenzione non valida perchè non firmata dal Comune). Autentiche girandole di allenatori (ancor oggi incomprensibili) e di calciatori, collezionista di blocchetti di assegni di una banca fantasma, che non esisteva se non nella sua fervida immaginazione. È riuscito persino a far firmare una dichiarazione di furto con destrezza di 700 milioni all’ing. Guido Riva, anziano romano che esisteva per davvero ma che nella vicenda era soltanto spettatore, costata poi l’espulsione dal calcio della società biancorossa.

Le interminabili ore di ansiosa attesa sui divani e sulle poltrone dell’hotel Catullo di San Martino Buonalbergo (gravato di debiti) da parte dei biancorossi che chiedevano di essere pagati, le ultime affannose resistenze di Grigolo e poi la resa dolorosa. Per lui e per la Mantova calcistica. Nonostante tutto, Grigolo non diciamo che è ancora rimpianto -ha lasciato tanti creditori- ma quantomeno è ricordato come il presidente che fin che ne ha avuti, i soldi li ha riversati sul Mantova. Da accanito ultrà del Verona quand’era più giovane, ha intravisto nella squadra virgiliana un mezzo per salire alla ribalta; col passare delle partite si è innamorato dei colori biancorossi e probabilmente ha finito col perdere la tramontana. Chiudiamo il discorso Grigolo e passiamo agli ex. Il nome più celebre è sicuramente quello di Carletto Nervo, tanti anni in A col Bologna, sette chiamate in nazionale. Ma è altresì interessante sapere quel che ha fatto dopo aver appeso le scarpe chiodo. Tra le altre cose, è stato anche il sindaco di Solagna, piccolo centro del Veneto. E poi il Marcelo de noialtri, al secolo Ivano Martini, cursore mancino di grande efficacia e talento, il cocco dei tifosi virgiliani. Ma non possiamo certo scordare la “mente” Armando Aguzzoli, figlio d’arte (il padre è stato una colonna portante del Modena), il Ciano Benetti, un irriducibile dei colori biancorossi rimasto anche dopo il plongeon fra i dilettanti. Quindi Oriano Boschin, imponente guardiano della porta biancorossa, globetrotter del calcio per via del numero di squadre nelle quali ha giocato. Boschin deve parecchio anche ai colleghi Franco Farneti, faccia d’angelo, mastino centrale implacabile, a Claudio Bazeu, altro difensore di notevole grinta. A tutti questi hanno dato una mano il mantovano Stefano Perini, autentico talento forse inespresso e Fabio Gozzani. A completare il discorso su quel campionato che ha riportato il Mantova in C1 con 49 punti davanti al Fiorenzuola (43), la “rosa” degli atleti a disposizione del Tom: Aguzzoli, Bazeu, Benetti, Benfari, Bernazzani, Borrello, Boschin, Cozzella, Farneti, Gritti, Guerrieri, Marsan, Martini, Nervo, Padovani, Perini, Pregnolato, Primizio, Zanandrea. Tomeazzi allenatore, Gustavo Giagnoni direttore tecnico e Franco Manni general manager: non male per un torneo di C2. Vinto ovviamente in carrozza. O quasi.

Dopo i fasti, i nefasti. Siamo in clima di festa per cui è preferibile soprassedere. Detto dei biancorossi d’antan, eccoci a quelli di oggi. Ancora in lizza per conquistare un posto per i play off che se vittoriosi, potrebbero aiutare a raggiungere la serie C, ovvero al rientro nel calcio professionistico. Con alcuni biancorossi, anche i dirigenti che stanno dandosi da fare per aiutare il Mantova ad uscire dalle secche. E allora un’occhiata a quanto propone il menù di mercoledì 18 al Mascara: dopo la spolverata di calcio, suoni con la band mantovana Rolling Waves, esibizione delle ginnaste Airone, quindi la pole dance con zumba e altro ancora per tenersi in forma. Riteniamo ci si possa divertire: appuntamento dunque a mercoledì 18, alle ore 18.30 al Mascara. Dulcis in fundo, come dicono i letterati, due maxi torte offerte dalla pasticceria Fiorini di Marmirolo. Buon divertimento e un bentornato ai biancorossi degli anni ‘90.

Alberto Gazzoli

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