Provincia
Azienda costretta a chiedere la cassa integrazione per 400 lavoratori (60 mantovani)
Coca Cola ferma la produzione per tutelare i lavoratori dai Cobas
pubblicato il 6 aprile 2017 alle ore 16:39
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La sede dell’azienda di Nogara

Nogara Non era mai accaduto in 42 anni di attività che lo stabilimento della Coca Cola di Nogara fosse costretto a interrompere la produzione. Una risoluzione purtroppo inevitabile per via dei disordini che da 40 giorni ininterrotti si stanno registrando nel perimetro dell’azienda e che la società ha adottato per salvaguardare la sicurezza degli operai e degli impianti. La vicenda ha dell’incredibile e ieri ha probabilmente ha toccato il picco dell’assurdità, con poliziotti e carabinieri in tenuta anti-sommossa e una statale semi bloccata dal corteo di protesta dei manifestanti Adl-Cobas. Una cosa che non si era mai vista e che si sarebbe potuta evitare se le istituzioni nazionali fossero intervenute per tempo. Lo faranno probabilmente oggi, perché l’ambasciata degli Stati Uniti ha deciso di fare pressing sul Governo Gentiloni affinchè trovi una situazione rapida a questa situazione paradossale. La nota diffusa ieri da Coca Cola parla chiaro: «La società si vede costretta ad attivare la cassa integrazione per i dipendenti dello stabilimento. Coca Cola, capendo il disagio che questa scelta comporta, si farà carico di tutti gli importi economici necessari per garantire il totale della retribuzione giornaliera
per tutto il tempo della cassa integrazione». (m.v.)

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